Area Sanitaria
I nostri progetti sanitari
La nostra associazione promuove la salute e il benessere nelle comunità più vulnerabili, operando nei paesi in via di sviluppo, con un’attenzione particolare alla Repubblica Democratica del Congo (ex Zaire) e grazie al progetto “I Bambini di Matilda” ci impegniamo anche in Italia, accogliendo bambini da tutto il mondo per cure e assistenza.
Cosa facciamo
Fornitura di attrezzature e dispositivi medici
Ci occupiamo di inviare dispositivi e attrezzature sanitarie nei paesi in via di sviluppo, tra gli strumenti spediti vi sono bisturi elettrici, aspiratori per sale operatorie, ecografi e altri dispositivi essenziali per garantire cure di qualità.
Questi aiuti rappresentano un supporto concreto per ospedali e centri sanitari locali, contribuendo a migliorare l’assistenza medica e a rafforzare le infrastrutture sanitarie dove le risorse sono più scarse.
Formazione del personale medico e infermieristico
Riteniamo fondamentale investire nella formazione del personale medico e infermieristico locale per rendere le persone capaci di gestire le strutture sanitarie in autonomia, garantendo cure efficaci e sicure.
La formazione non solo potenzia le competenze tecniche, ma costruisce anche fiducia e autonomia nelle comunità, creando un impatto duraturo e sostenibile. Preparare personale qualificato significa assicurare che gli aiuti materiali possano essere utilizzati al meglio, trasformando ogni donazione in un reale beneficio per la popolazione.
Un progetto speciale
I Bambini di Matilda
Il 20 Novembre del 2023, in occasione della Giornata Mondiale per i diritti dell’Infanzia, nasce il progetto “I BAMBINI DI MATILDA”.
Un progetto che mira al trattamento sanitario ad alta specialità cardiochirurgica pediatrica, per permettere ai bambini nati in paesi carenti di strutture sanitarie complesse, di accedere alle cure mediche attraverso il trasferimento, l’intervento di cui necessitano e la cura in Italia.
Il nostro obiettivo è quello di poter dare una speranza a quei bambini che vivono in paesi in cui, ancora ad oggi, non esiste la possibilità di trattamento neppure per le forme di cardiopatie congenite semplici, permettere l’accesso alle cure significa non perdere un bambino.